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Referendum costituzionale, cosa c'è da sapere sulla riforma. Urne aperte da oggi 22 marzo alle 7

Quando si vota, le proposte di modifica agli articoli della Costituzione, la scheda che gli elettori troveranno al seggio: le informazioni sulla consultazione elettorale.

Categorie:
Comune
Argomenti:
Elezioni

Data :

22 marzo 2026

Referendum costituzionale, cosa c'è da sapere sulla riforma. Urne aperte da oggi 22 marzo alle 7
Municipium

Descrizione

Urne aperte in tutta Italia oggi domenica 22 marzo, dalle ore 7 alle ore 23, e domani lunedì 23 marzo, dalle ore 7 alle ore 15. Subito dopo la chiusura dei seggi comincerà lo spoglio per conoscere l’esito della consultazioni.

La scheda e il quesito

La scheda consegnata agli elettori è di colore verde. Il ministero dell’Interno ha pubblicato sul proprio sito il fac-simile della scheda. All'interno il quesito è il seguente: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?”.

Per votare basta una croce sul "sì" oppure sul "no"

 

Separazione delle carriere, due Csm, Alta corte: i temi del referendum

 

Ecco, in sintesi, quali norme sono al centro del quesito referendario.

Separazione delle carriere: l’attuale assetto costituzionale prevede la separazione dei magistrati in due tipologie, i giudici - che pronunciano le sentenze - e i pubblici ministeri - che conducono le indagini e rappresentano l’accusa. Con la riforma Cartabia (2022) è stata prevista la possibilità di cambiare carriera una sola volta, entro i primi 9 anni dall’entrata in servizio, passando da giudici a pubblici ministeri e viceversa. In caso di approvazione della riforma Nordio, non sarà più possibile cambiare funzione, neanche una volta: i magistrati dovranno decidere all’inizio della propria carriera se essere giudici o pubblici ministeri.

Due Consigli superiori della magistratura: oggi la Costituzione prevede un solo Csm, organo composto da 33 membri presieduto dal capo dello Stato. La sua funzione principale è quella di vigilare sul corretto operato di tutti i magistrati, siano essi giudici o pubblici ministeri. Il nuovo articolo 87, in caso di approvazione della riforma, prevede che il capo dello Stato vada a presiedere due distinti Csm, quello giudicante e quello requirente, due nuovi organi che sostituiranno l'attuale Csm unico. 

Il sorteggio per entrare nei due Csm: con la modifica dell'articolo 104, cambierebbe il sistema di selezione per entrare nei due Consigli, i cui componenti non verranno più eletti ma estratti a sorte. I nuovi Csm saranno composti per due terzi da togati e per un terzo da membri laici. I primi sorteggiati tra tutti i magistrati, i secondi saranno estratti a sorte da un elenco di giuristi predisposto dal Parlamento in seduta comune.

L’Alta Corte disciplinare: la riforma interviene anche sull'articolo 105 della Costituzione con la nascita di un’Alta Corte disciplinare, organo composto da 15 membri con il potere di sanzionare le toghe, in parte “laici” e in parte magistrati, che avrà la gestione dei provvedimenti disciplinari.

 

Non c’è quorum

Dal momento che si tratta di un referendum confermativo e non abrogativo, il risultato della consultazione sarà valido qualunque sia l’affluenza. Basta un solo voto in più per far vincere il fronte del “sì" oppure il fronte del "no".

 

 

Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2026, 07:38

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